
Domenica 6 luglio si è svolto il pellegrinaggio giubilare proposto dal Servizio per la Pastorale della Famiglia e degli Adulti, al quale hanno partecipato famiglie provenienti da tutta la diocesi percorrendo il “Sentiero del Rosario” dalla Chiesa di Fontanaluccia al Santuario Madonna della Neve di Pietravolta, eletto a luogo giubilare.
A Fontanaluccia, nel piazzale antistante la chiesa di S. Lucia, noi pellegrini siamo stati accolti da suor Laura Stefanelli della Congregazione Mariana delle Case della Carità, che ha brevemente illustrato la storia del sentiero dedicato a don Mario Prandi nel centenario della sua nascita. Il percorso è punteggiato da 35 stazioni decorate da altrettante tavole artistiche con il commento di don Mario. Ai tradizionali misteri che contemplano la narrazione della nascita, della passione, morte e risurrezione di Cristo, si aggiungono i misteri laboriosi, misericordiosi, eucaristici ed ecclesiali, grazie ai quali è possibile meditare sulla quotidianità della vita di Gesù. La preghiera offre in questo modo al pellegrino la possibilità di respirare la presenza del Signore nelle pieghe più intime della propria esistenza. Come ricordato da suor Laura, il cammino è metafora della vita e in particolare di quella del discepolo: il Sentiero del Rosario, con le sue meditazioni, ricorda a chi lo percorre che il Risorto cammina insieme a lui e lo precede passo passo lungo la salita.
Prima della partenza abbiamo invocato la protezione di Maria, iniziando la preghiera del Rosario con la recita del primo mistero luminoso. Dopo circa un’ora di cammino il gruppo ha raggiunto la tappa intermedia presso l’eremo della Macchiaccia, godendo della vista panoramica e di un momento di ristoro dopo la prima salita. Dopo aver continuato la preghiera dei successivi due misteri luminosi, il pellegrinaggio è ripartito per affrontare l’ultimo tratto del sentiero con destinazione Pietravolta.
Il cammino si è svolto in un clima di fraternità ed è stato un’occasione di conoscenza reciproca tra i partecipanti che hanno potuto sperimentare lo spirito del pellegrinaggio fatto di condivisione e preghiera, fatica e speranza, della riscoperta dei valori dell’essenzialità e della contemplazione. Il cammino fatto in comunione ha dato la possibilità di constatare che non si è soli, che altri ci sono accanto condividendo la difficoltà del sentiero, il timore per il maltempo incombente e il desiderio di giungere alla meta per sedersi insieme alla mensa. La natura in cui si immerge chi percorre il Sentiero del Rosario, come suor Laura ha aiutato a cogliere, chiede al pellegrino di distogliere lo sguardo dai propri piedi, di “camminare con” e di scoprire che attraverso l’incontro con l’altro e con il creato, è possibile incontrare l’Altro.
Poco prima che la pioggia cominciasse a cadere, siamo giunti al Santuario di Pietravolta dove abbiamo trovato accoglienza nel chiostro del Santuario per concludere la preghiera del rosario e condividere il pranzo al sacco.
Come da programma, il nostro pellegrinaggio è terminato con la Santa Messa, presieduta da don Alessandro Ravazzini, assistente spirituale dell’Equipe di Pastorale della Famiglia e degli Adulti, che ci ha aiutato a vivere questo pellegrinaggio giubilare invitandoci alla conversione come richiama il nome stesso della Madonna a cui è intitolato il santuario: la Madonna della Pierre-qui Vire, la Madonna della pietra che gira (Pietravolta).
Durante la celebrazione suor Laura ci ha presentato brevemente la storia del Santuario mariano e la vita nella adiacente Casa di Preghiera, mettendone in evidenza la particolare collocazione. Infatti il santuario si trova al confine tra le Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola (per raggiungerla è sufficiente attraversare la strada oltre il sagrato) e l’Arcidiocesi di Lucca, distante appena una quindicina di chilometri. Tale ubicazione geografica, al confine di questi tre territori, richiama così la spiritualità delle case della carità nel servizio a coloro che si trovano ai confini esistenziali della nostra società, troppo spesso emarginati e dimenticati. Un richiamo a tutti i presenti: la periferia non è solo il posto delle case della carità, ma di ogni uomo e di ogni donna che si pone alla sequela di Cristo.
Al termine della celebrazione eucaristica, dopo aver salutato suor Laura e le foto di rito, siamo rientrati verso le nostre abitazioni, ciascuno nel suo angolo di Diocesi, ma con la consapevolezza che la Chiesa è camminare insieme verso la stessa meravigliosa destinazione.
Giosuè e Valentina con Sofia e Gabriele, per l’Equipe di Pastorale della Famiglia e degli Adulti























